Informativa

Omelia Domenica Delle Palme

Omelia Domenica Delle Palme – Anno B – (Mc 14,1-15,47)

Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori

di Padre Mariano Pellegrini

La Liturgia della Parola della Domenica delle Palme è molto ricca. Il brano del Vangelo con cui
abbiamo iniziato la Celebrazione narrava l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme; la prima lettura,
tratta  dal  profeta  Isaia,  sottolinea  le  offese  e  le  umiliazioni  che  il  nostro  Redentore  ha  dovuto
sopportare per nostro amore; al Salmo responsoriale abbiamo ripetuto il grido di Gesù in Croce: «Dio
mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?»; la seconda lettura descrive l’annientamento del Figlio di
Dio, il quale, per la nostra salvezza, si è umiliato sino alla morte di Croce; infine, il lungo brano del
Vangelo narrava la Passione di Gesù.

In questo breve pensiero, vogliamo riflettere su un particolare molto sconcertante: l’ingresso di Gesù
a Gerusalemme fu salutato dalla folla festante; ma, a quell’ingresso trionfale, seguì ben presto la
condanna  e la morte di  Gesù.  Dall'”osanna”  al  “crucifige”:  è questo  il mistero del  cuore umano.
Certamente, in mezzo a quella folla che gridò “crocifiggilo” vi furono molti che poco prima accolsero
trionfalmente  Gesù  e  che,  forse,  furono  stati  anche  miracolati  da  Lui.  Questo  inspiegabile
cambiamento è un invito a considerare la gravità del nostro peccato. La leggerezza e l’incostanza sono
atteggiamenti purtroppo frequenti in noi nei riguardi del Signore. In particolare, la facilità di passare,
da atti di fede e di culto, al peccato grave, deve costituire per noi un motivo di seria riflessione.

Non si può concepire un cristiano staccato da Cristo e disposto a vivere abitualmente nel peccato,
privo della grazia di Dio, per la maggior parte dell’anno. Non si può ascoltare la parola di Cristo per
quanto riguarda i nostri rapporti in chiesa, e poi ascoltare i princìpi del mondo per quanto riguarda la
vita pratica. Gesù e il suo Vangelo devono essere la direttiva costante della nostra vita per non ripetere
il tradimento delle folle di Gerusalemme pronte a passare dall'”osanna” al “crucifige”. La vita del
cristiano non può ignorare quello che è avvenuto a Cristo e il modo con cui Egli ha salvato il mondo.
Da qui l’esigenza di meditare sulla Passione di Gesù. San Leonardo da Porto Maurizio affermava che
dalla mancanza di questa meditazione deriva lo scadimento di tanti cristiani. Per questo motivo, egli
diffuse  ovunque  la  pia  pratica  della  Via  Crucis,  dando  a  questo  devoto  esercizio  una  grande
importanza. Si pensa a ciò che si ama. Se pertanto amiamo Gesù, penseremo spesso a quanto Egli ha
patito per noi. Meditiamo sull’immenso amore che spinse Gesù a morire in Croce per noi. Se non ci
avesse amati, Egli non sarebbe salito su quella Croce.

Omelia Domenica Delle Palme 2015

Fonte: Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 29 marzo 2015)
Pubblicato su BastaBugie n. 394

Illustrazione testata: Marcello Cerrato da Qumran2.net

Autore: Parrocchie delle Cerbaie

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