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Quattro Anni, già Pazzi per il Tablet

Il rapporto con il digitale nella prima infanzia

Intervista a Luciano Gregorio, psicoterapeuta e autore di libri su “Le connessioni pericolose” tratta da QN di Lunedì 06 Maggio 2013, pagina 12.

Una bimba di 4 anni in terapia per dipendenza da tablet. Che cosa ne pensa?
“E’ l´ennesima conferma che il mondo della tecnica ha stravinto sul mondo del gioco creativo e sulla possibilità di costruire un nuovo umanesimo e a frane le spese sono per primi i bambini, le componente deboli della società, che non hanno ancora una capacità di difendersi dallo strapotere della tecnica inventata e diffusa dagli adulti.”

A quattro anni si può giocare con l’iPad?
“Da soli no, perché significa favorire un gioco solitario, che esclude la partecipazione dell´altro. Trascorrere del tempo solo con uno strumento elettronico può essere un isolamento relazionale sociale e un impoverimento dell’interazione e della curiosità con gli altri essere umani.”

Il divieto nella prima infanzia, quindi, non vale se i genitori sono presenti mentre il figlio sfiora il ditino sulla tavoletta?
“Viene attenuato: in questo modo il padre e la madre sono una sorta di mediatori tra il bambino e il mezzo tecnico. Ma il tempo passato con l’iPad deve essere al di sotto rispetto a quello vissuto in ambito sociale.”

Eppure avere un approccio a smartphone e dintorni già da piccoli avrà dei vantaggi, visto che il web dilagherà nel futuro?
“Giocare con una serie di “clic” sviluppa l´intelligenza logico-razionale-tecnica, ma non quella emotiva dove si entra in contatto con la rappresentazione del mondo.”

Intravede rischi nella crescita dei nativi digitali?
“E’ il pericolo che quando, da adolescenti, si troveranno davanti problemi di confronto con gli altri, al primo intoppo si chiuderanno nella loro camera davanti a uno schermo, rinunciando alla capacità di comunicare, perché non saranno più in grado di esporsi emotivamente nel rapporto interpersonale. In loro prevarranno le relazioni virtuali, sicuramente più facili da portare avanti.”

Ci sono già studi sull’argomento?
“Oggi gli analisti osservano, durante le sedute, che i loro pazienti, rispetto a un tempo, si esprimono con un linguaggio impoverito e dai contenuti meno ricchi di emozioni: è l´effetto della comunicazione attraverso sms. Pensiamo, quindi, quale profonda influenza potrà avere, sullo sviluppo affettivi-emotivo di un bambino in età evolutiva, il rapporto con il digitale nella prima infanzia.”

(Donatella Barbetta)
Fonte: Ufficio Parrocchiali

Autore: Parrocchie delle Cerbaie

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